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30/07/2018

Tavolo ILVA

Ognuno dei 267.402 cittadini che vivono nell'area di crisi ambientale (Taranto, Massafra, Statte, Crispiano e Montemesola) ha diritto di sapere cosa accadrà all'Ilva e non si può attendere oltre.

Così il sindaco Fabrizio Quarto, al termine dell’incontro - al quale, contrariamente a quanto riportato da alcune fonti di informazioni, ha partecipato -  tenutosi a Roma questa mattina presso il Ministero dello Sviluppo Economico e presieduto dal ministro Luigi Di Maio.  

 

È giunto il momento in cui la politica – continua il sindaco – tutta la politica smetta di fare strategie. E in particolare il Governo assuma le proprie decisioni. E se la scelta o la strada obbligata è Arcelor Mittal, allora Di Maio ha il dovere di esplicitarlo senza ritardo. Oggi al Mise non si è parlato di chiusura o di riconversione economica. Il ministro ha esordito dichiarando che è in corso una verifica di regolarità della gara, ma che nel frattempo, si continua ad interloquire con Arcelor Mittal. Ora sul piano ambientale, nei prossimi giorni su quello occupazionale e industriale.

Allora, se così deve essere – afferma Quarto - la comunità dell'area di crisi, rappresentata in primo luogo dal Sindaco Melucci oltre che da me e dai sindaci Andrioli, Lopomo e Punzi, ha il diritto di fischiare la fine dei “tempi supplementari” e di chiedere, a tempo scaduto, su quale strada ciascuno dovrà esercitare il senso di responsabilità che gli compete. Il tutto per ottenere la massima tutela della salute, la piena conservazione dei posti di lavoro e soprattutto per riportare la pace e la coesione  in una società logorata da chi spinge per chiudere l'Ilva e chi per mantenerla in attività.

Il sindaco Fabrizio Quarto chiude con un appello al Ministro Di Maio: “faccia presto e completamente la Sua parte e noi non esiteremo a collaborare per fare la nostra, nell’interesse reale del territorio e dell’Italia intera”.

 

Massafra, 30 luglio 2018

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