La Festa dei S. Medici

E' caratterizzata dalla processione, che si apre con la sfilata di cavalli bardati, portando in sella bambini vestiti alla "San Michele" o "all'Angelo", com'è nell'antica consuetudine che si fa risalire addirittura al 1500. Questa cavalcata (detta pure scamisciata) pare che inizialmente volesse rievocare la vittoria dei massafresi sui turchi, durante la storica battaglia del 22 settembre 1594 nella piantata Scardino, presso il Tara, di cui resta nei documenti dell'archivio capitolare una descrizione minuziosa redatta dall'allora sacrista Giovanni Cordola. La festa fu soppressa e ripresa a seconda della situazione politica e, specie nel settecento, si svolgevano tornei in costume. Nella piazza principale del paese o nell'ampio atrio del castello o nello spiazzale antistante il convento si radunavano due schiere di figuranti: l'una vestita con costumi saraceni e l'altra da cristiani. Uno squillo di tromba, un rullio nervoso di tamburo e le due finte armate si scontravano sotto gli sguardi divertiti delle damigelle, che dai loggioni lanciavano corolle di fiori ai cavalieri cristiani che vincevano, riuscendo persino a fare prigionieri i saraceni.

Poi tutti i vincitori, con grossi ceri accesi, formavano un corteo e percorrevano le via del paese dietro la statua del santo protettore. Poichè i guerrieri indossavano una camicia quasi lacera, la processione fu detta degli scamisciati, termine ancora oggi usato per definire qualcuno che veste in modo trasandato. I Borboni vietarono queste finte battaglie, ma dopo la loro reggenza, la manifestazione fu ripresa però sotto forma di una processione notturna in ricorrenza della fest dei ss. Medici a settembre che il popolo chiama scambisciata o cavalcata degli angeli". Usanza questa che si è tramandata fino ad oggi, trasformata a sfilata di cavalli addobbati, come abbiamo già detto. La processione si svolge, di consueto, il 29 settembre. Per i ss. Medici, comunque, resta a Massafra una intensa devozione anche per il potere intercessorio divino dei due taumaturghi, tanto che la processione risulta sempre più lunga più o meno tre chilometri e i fedeli provengono anche da paesi viciniori, a parte i tanti emigranti, che ritornano appositamente. Nella stessa occasione si svolge pure la processione in onore di S. Michele, che è il Patrono di Massafra, sin dal 1721, come viene attestato da alcune cronache storiche locali in riferimento ad un'apparizione avvenuta a Citignano.

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