RINVIO seduta di gara per la vendita di beni immobili di proprietà comunale

IL DIRIGENTE DELLA 4^ RIPARTIZIONE PATRIMONIO

RENDE NOTO

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Massafra

Massafra, territorio della Civiltà Rupestre, indicata come la "Tebaide d'Italia", conta una popolazione di circa 32.000 abitanti, si estende su di un territorio di 12.552 ettari e si "distende" sul mare per 6,7 Km., salendo in collina sino ai 450 m. di Monte Sant'Elia e "Corno della Strega".
Ridente e ospitale cittadina, arroccata su uno sperone roccioso tra la gravina "San Marco" e quella della "Madonna della Scala", a 110 metri sul livello del mare, domina lo Ionio. E' una piattaforma da cui affacciarsi per scorgere i monti della Calabria e il perimetro del Golfo di Taranto.

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Cenni Storici

Le origini di Massafra si disperdono nell'infinito delle leggende, anche se negli ultimi tempi, grazie alle ricerche del nostro stimato concittadino Fernando Ladiana, sono stati rinvenuti reperti del neolitico in alcune zone del territorio massafrese, che attesterebbero primitivi insediamenti umani. Accantonata per sempre l'ambiziosa ipotesi dell'origine messapica, sono stati in molti a dissertare sull'etimologia del toponimo Massafra. Si è parlato di Massa-afrorum, nucleo di africani lasciati da Annibale, di Massa-fracta (roccia fratturata); di Massa-fera (luogo selvaggio); di Man-sapris (ambiente grottale di eremiti). e si ha notizia di un altro successivo stanziamento (nel 500 a.C.) a sud, lungo l'ex stradone, che avrebbe originato l'abitato vero e proprio nella sua organicità .

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Archeologia

La storia di Massafra non può prescinedere dai suoi contenuti archeologici. Villaggi rupestri, Necropoli e Cripte affrescate ne evidenziano l'alto contenuto storico - culturale. Il centro urbano di Massafra è infatti sorto come evoluzione delle preesistenti grotte ipogee, pertanto per millenni sono convissuti modelli molto differenti fra loro, dai primi insediamenti rupestri, a quelli del borgo antico sino ad arrivare al moderno centro abitato. Le diverse grotte, gli anfratti e lo scenario delle gravine costituiscono un interessante percorso culturale che permette al visitatore di calarsi in un atmosfera particolare, come se stesse effettuando un viaggio indietro nel tempo sino agli albori della storia.

Il Dolmen

Nei pressi dlella zona " Accettulla" è possibile scorgere questo strano complesso sedimentario, posto dall'uomo all'alba della storia. Una datazione approssimativa lo collocherebbe immediatamente dopo la grande glaciazione. Ciò pertanto dimostrerebbe un'origine ancor più remota di quella che si suppone esistere per il nucleo abitato di Massafra. Tale tesi però non è ancora stata confermata; resta comunque affascinante l'idea che quelle pietre siano rimaste li a segno delle prime presenze umane su questo pianeta.

Il sito S. Angelo

A ridosso dell'area attraversata dalla condotta idrica del Pertusillo è presente una piccola necropoli, ancora oggi da circoscrivere, con al centro uno sperone roccioso (nel cui interno è ricavata una probabile tomba a camera attualmente ostruita). Su di esso è sagomata un'area sacrale utilizzata molto probabilmente per rituali funebri. A poca ditanza da essa si estende un piccolo nucleo grottale con una curiosa grotta chiamata "delle navi". Sulle pareti, sono incisi dei segni distintivi di navi, da cui deriva la denominazione "delle navi", insieme a croci e iscrizioni greche, di cui è possibile leggerne una sola traccia superstite. Su un livello superiore a questa grotta , inquadrata in uno spiazzo, è situata un'altra grotta con all'interno una mangiatoia.

I Monumenti

I Monumenti di massafra sono molto interessanti sia per via della loro architettura che per le metodiche utilizzate per preservarli dalle intemperie. L'abitato di Massafra costituisce di fatto un museo a cielo aperto. In queste pagine sono descritte in maniera sommaria alcuni degli edifici e delle costruzioni costituenti il patrimonio architettonico di massafra. In alcuni casi le notizie sono piuttosto ridotte poichè è in corso un'accurata ricerca onde fornire notizie attendibili. Da più parti nascono storie e leggende ma è opportuno verificare l'attendibilità  delle fonti. Uno degli scopi di questo portale è proprio cercare di fornire notizie quanto più possibili veritiere e scevre dalle mistificazioni che negli anni possono dare origine a leggende.

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Il Castello

Del castello di Massafra si parla, per la prima volta, in un documento longobardo del X secolo. Certamente fu un edificio fortificato sotto i Normanni. Esso faceva parte di un grande feudo che nel 1080, con Mottola e Castellaneta, fu assegnato a Riccardo Senescalco. Fu poi Carlo D'Angiò che lo cedette ad Oddone di Soliac.

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Villino ex Margherita

Tra i palazzi storici si annoverano il villino ex Margherita (a sinistra), una eccellente riproduzione stilistica del castello Miramare di Trieste, sita nella Villa principale, il palazzo ex De Notaristefani (con facciata di interesse artistico), il palazzo ex De Carlo (costruito nel XVI sec. ed ampliato successivamente).

La Torre dell'orologio

La torre è considerata il simbolo del borgo antico. Ha un'altezza di 22 metri con campane settecentesche e presenta una decorazione baroccheggiante, in sintonia con la chiesa di S. Benedetto. E' situata in piazza Garibaldi, all'inizio di via Vittorio Veneto, con fronte a Via Laterra. E' il simbolo civico del paese, come riferimento popolano.

Il Municipio

E' stato costruito su progetto dell'architetto M. Campanella nel 1841, quando il sindaco era P. De Carlo. Le coperture della sala consiliare e del sottostante teatro furono realizzate con grosse travature il legno. In un primo momento il municipio era ubicato all'interno del palazzo La Liscia, sito nei pressi dell'omonimo ponte, in particolare nella parte sud del rione ss. Medici.

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Il Natale

Se altrove allestire il presepio in uno scenario di grotte di cartapesta risponde ad una tradizionale esigenza di ricavare tanti ambienti in poco spazio per inserirvi le varie scenette della vita popolare con pupi, botteghe, figuri, mercanzie della civiltà contadina e pastorale, a Massafra questa rappresentazione assume un significato paesaggistico più direttamente interessato alla gente. Infatti si imita lo scenario rupestre e grottale delle gravine, idealizzando con un'ambientazione suggestiva il grande evento natalizio tra le rupi dell'abitato, illuminato dalle fiammelle delle lucerne dei monaci basiliani e protetti dalle immagini affrescate di Madonne e Cristi, quasi a rappresentare un "ex voto" per esorcizzare le travagliate vicende di ogni giorno.

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La Settimana Santa

A Massafra, la Settimana Santa è il periodo più spiritualmente sublime di tutta la Quaresima con una intensa serie di ritualità: dai pellegrinaggi penitenziali dei Crucifissi nel fondo della Gravina della Madonna della Scala ai canti tradizionali della Via Crucis; dall' allestimento del sepolcro, alla distribuzione delle Palme ed alla Pasquetta. Un discorso a parte merita la spettacolare e pietosa Processione dei Misteri del Venerdì Santo, organizzata dall'Arciconfraternita del ss. Sacramento. La Processione, che utilizza statue settecentesche raffiguranti i vari momenti della Passione, si snoda per le vie cittadine, partendo dalla ex Chiesa Madre.

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La Religiosità

Il popolo massafrese ha sempre affidato la sua vita esistenziale alla forza della Provvidenza divina, come è dimostrato dai tanti segni di pietà religiosa, ma anche di testimonianza di fede per garantirsi una tutela protettiva, un simbolo di espiazione e una speranza benevola. Vanta, infatti, un ricchissimo e fecondo patrimonio di spiritualità e religiosità , che viene tramandato da sempre, di generazione in generazione, come un'eredità da rispettare, custodire e valorizzare. Si tratta di una documentazione immensa di riti e culti, di preghiere e giaculatorie, di canti ed inni, di opere artistiche e monumentali, di percorsi processionali, di usi votivi e di saggezza morale, che, insieme alle pratiche liturgiche, vengono vissuti nell'intimità individuale della propria meditazione e nella coralità popolare di compartecipante soliderietà cristiana. Per quanto riguarda le ricorrenze religiose, ricordate a Massafra con festeggiamenti rituali, si annoverano: s. Leopoldo (maggio), s. Antonio di Padova (13 giugno), Madonna del Carmine (16 luglio), s. Gaetano (6 agosto), s. Lucia (13 dicembre), Gesù Bambino.

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La Festa della Madonna della Scala

La devozione verso la Vergine della Scala trae origine dal miracolo delle Cerve, di cui si tramanda una leggenda sin dagli antichi tempi. Alcuni pastori videro gli animali soffermarsi ripetutamente presso un masso tufaceo (su cui era affrescata la Vergine), che si trovava tra le macerie di una cappelletta crollata. Il fatto fu considerato un segno divino e, quindi, la gente organizzò continui pellegrinaggi devozionali fino a costruire una chiesetta, che poi fu sostituita dall'attuale santuario, dedicato alla Madonna della Scala. Ed è appunto in suo onore (E' Patrona di Massafra dal 1776) che si organizza ogni anno la festa della Consegna delle chiavi. Del suo antico fasto, in riferimento al mutare dei tempi e peculiarità della vita istituzionale e religiosa, la cerimonia ha perso alcuni aspetti, anche se la volontà degli uomini ne conserva gli originali motivi rituali Dopo una messa solenne celebrata nel Santuario, la mattina della festa, la statua viene portata a spalla in città , in una zona periferica (attualmente al termine di via Vittorio Veneto).

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La Festa dei S. Medici

E' caratterizzata dalla processione, che si apre con la sfilata di cavalli bardati, portando in sella bambini vestiti alla "San Michele" o "all'Angelo", com'è nell'antica consuetudine che si fa risalire addirittura al 1500. Questa cavalcata (detta pure scamisciata) pare che inizialmente volesse rievocare la vittoria dei massafresi sui turchi, durante la storica battaglia del 22 settembre 1594 nella piantata Scardino, presso il Tara, di cui resta nei documenti dell'archivio capitolare una descrizione minuziosa redatta dall'allora sacrista Giovanni Cordola. La festa fu soppressa e ripresa a seconda della situazione politica e, specie nel settecento, si svolgevano tornei in costume. Nella piazza principale del paese o nell'ampio atrio del castello o nello spiazzale antistante il convento si radunavano due schiere di figuranti: l'una vestita con costumi saraceni e l'altra da cristiani. Uno squillo di tromba, un rullio nervoso di tamburo e le due finte armate si scontravano sotto gli sguardi divertiti delle damigelle, che dai loggioni lanciavano corolle di fiori ai cavalieri cristiani che vincevano, riuscendo persino a fare prigionieri i saraceni.

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Il Carnevale

Come si sa, il Carnevale inizia il 17 gennaio (S. Antonio masckere e suone) e dapprima in questa giornata veniva condotto il bestiame all'annuale cerimonia della benedizione degli animali domestici, impartita nello spiazzo della chiesa di s. Antonio Abate, in aperta campagna. Una leggenda popolare, legata alle origini del Carnevale nostrano, ci racconta di un pastore che non poteva mai allontanarsi dalla masseria, dove faceva il guardiano del gregge. Di giorno era sempre al pascolo e di notte dormiva con le bestie, disteso su un sacco di paglia.

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Il Folklore

La tradizione popolare vuole che Massafra sia anche terra di masciari, cioè di coloro che praticano la magia. Forse questa attribuzione potrebbe essere giustificata dal fatto che sin dall'anno Mille, le cronache, specie quelle leggendarie (che sono sempre sacre per il popolo), si sono occupate di mago Greguro, di cui si conserva ancora la sua caratteristica abitazione rupestre nella gravina della Madonna della Scala. Greguro aveva una figlia, che doveva essere belloccia, dato che per lei spasimavano tutti gli uomini del contado, tanto che era invidiata dalle donne. Per questo fu anche condannata al rogo, ma venne salvata all'ultimo momento dall'Igumeno Anselmo. Si chiamava Margherita, ma il suo nome è stato tramandato come Margheritella.

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